Tao e politica
l’amico riformista sub, in uno dei suoi commenti-fiume sul blog dell’amicaE., tra le tante cose che non ho condiviso e le alcune che mi trovavano d’accordo, ne ha scritta una che mi ha acceso una lampadina: il mondo, diceva, non è diviso in rossi e neri. e allora mi viene in mente una cosa che lo shiatsu mi ha insegnato. o ha provato ad insegnarmi. che viene prorpio bene per tutte le cose della vita: la dualità del mondo, lo yin e lo yang, la visione circolare. in molte situazioni mi son salvato culo, umore e salute mentale a ragionare secondo questi sistemi. magari potrà servire anche in tutto questo guazzabuglio di riformisti, radicali, estremisti, fascisti, comunisti e cose così. proverò, per quanto miserabili possano essere le mie nozioni sul tema, ad argomentare. confido nel fatto che voi sappiate come la penso e che, quindi, prendiate con il dovuto spirito le mie elucubrazioni. se poi siete anche esperti di taoismo, vi pregherei di non farmi troppo le pulci: io, qui, siamo al livello di yin & yang for dummies! dal punto di vista politico, no, le pulci fatemele per bene!
la base è che non esiste buono o cattivo, positivo o negativo (stai calma, nessie, calma…). esiste la dualità delle cose. ogni aspetto della vita si può ricondurre ad un principio o al suo complementare. senza esprimere un qualsivoglia giudizio. per quanto un aspetto della vita possa appartenere prevalentemente ad uno dei due aspetti, yin o yang, avrà sempre in sè il germe dell’altro. esempio. il principio maschile si identifica con lo yang. ma attenzione, perché sarebbe riduttivo dire così. l’uomo è sì yang, ma potrebbe essere caratterialmente yin, se tendente alle emozioni più che alla razionalità o, magari, se fisicamente è molto esile, etereo. e viceversa per il principio femminile. insomma ogni cosa appartiene all’una o all’altra parte con una complessità di strati che possono contenere, di volta in volta preponderanti elementi che appartengono al principio opposto. la chiave di tutto questo sta nell’equilibrio. e, quando c’è l’equilibrio, c’è armonia. tutte le discipline bio naturali e le medicine orientali lavorano per questo. ma stavamo parlando di politica. e quindi, ecco che, ad esempio, l’amico subcomandante è sì progressista. salvo che porta in sè elementi un po’ più… chiamiamoli “conservatori”. ma era per fare un esempio. mi sembra che in italia ci sia una situazione più o meno equilibrata di forze politiche moderate. che più o meno ondeggiano un po’ di qua e un po’ di là. a seconda dei momenti. a vederla in modo circolare e non su una linea retta, sembra quasi di percepirlo. piuttosto lieve. le amministrative sempre un po’ più sbilanciate a sinistra, le politiche a destra. ora, vabbeh, forse tutto un po’ più a destra. ma, insomma, magari siamo in quella fase del beccheggio che va un po’ più verso tribordo. eppur ondeggia, ecco. e, per i princìpi di cui sopra, alcune prerogative di una parte vengono, magari solo parzialmente, condivise dall’altra. la nostra incazzatura su alcune prese di posizione nei commenti del sub mi sembra che possa dimostrarlo. ora, è anche vero che questa fase di concentramento degli equilibri in una fascia piuttosto vasta di popolazione, ma compressa al centro nelle idee, lascia scontente le parti più intensamente yin e yang. l’estrema destra e la sinistra radicale. e più l’estrema destra alza i toni e i pugni e i bastoni, per amore dell’equilibrio cosmico io sono straconvinto che la sinistra radicale abbia il sacrosanto dovere di alzare le barricate. e questo spiega i toni molto accesi e i profili netti (che io condivido) dell’amicaE. e dell’amica nessie (geografia a parte
). insomma, non è una questione (solo) politica. è una faccenda squisitamente energetica. è chiaro che non ci libereremo mai dei fascisti e delle loro idee. ci piace credere alle utopie. ma non smettiamo di considerarle tali. quello che resta da fare, allora, è riequilibrarle. con impegno, consapevolezza e ostinato rigore. e se l’amico subcomandante, per fare un esempio, fa il bagno nella realpolitik, credo che spetti a noi, inveterati idealisti, esprimere un po’ di quella coscienza politica, tutta rossa, affinchè doni un po’ di calore a queste rappresentanze fatte di colori freddi.
~ di G. su Maggio 21, 2008.
Pubblicato in Discipline Bio Naturali e amenità simili, il senso delle cose
Tag: fascisti, politica, tao, yin e yiang


sono calmissima. E d’accordissima. :O)
Viste da lontano, le cose umane possono descriversi così. Va bene per descrivere la dialettica tra idee differenti e l’ondeggiamento tra di esse. La visione d’insieme restituisce senz’altro un quadro armonico. Ci sono, però, nelle imperfette cose umane, anche elementi che destabilizzano ogni possibile equilibrio, che sono la negazione stessa dell’armonia degli opposti. Il razzismo non è una idea opposta ad un’altra, ma una malattia della società.
Non è questione di sinistra e destra, ma un cancro che coinvolge tutti. Ben vengano le discussioni (che mi piacciono tanto
) civili, ed anche qualche alzata di voce, che fa più ‘impegnato’. Ma, come nei ragionamenti è mortale basarsi su assiomi falsi, così nella politica (arte di governare nell’interesse di tutti) è inaccettabile ogni elemento di disgregazione della società.
Per questo non vedo del tutto appropriata questa metafora.
aleks, sfondi una porta aperta, sugli elementi che destabilizzano, il razzismo… mi consola il fatto che dici “non del tutto”, il che vuol dire che, almeno in parte…
ma, sempre in un’ottica taoista, quando troviamo qualcuno che disgrega noi riaggreghiamo. boh, non so. forse perché per me non è una metafora, ma la struttura propria delle cose. parliamone. e grazie!
Dico ‘non del tutto’ perché la visione armonica del Taoismo è in un certo senso molto vicina ad una descrizione scientifica e razionale del mondo.
Se hai presente i tentativi della fisica di realizzare una descrizione matematica completa dell’universo attraverso l’armonizzazione della fisica classica con la meccanica quantistica (Einstein ci ha provato per tutta la vita senza risultati), puoi avere un’idea di cosa sto parlando.
Lo sforzo immane di armonizzare leggi fisiche che sembrano essere in contraddizione tra loro sembra che abbia trovato una via (tao) promettente: la teoria delle stringhe. L’eleganza della teoria e la bellezza delle sue formule è qualcosa di estremamente vicino all’idea dell’armonia degli opposti. E descrive l’intero universo.
Non ti pare una cosa molto yin & yang?
(non ho scritto in modo impeccabile, ma a quest’ora ho i neuroni che zompettano in libera uscita)
Mannò, il razzismo è un sintomo.
Cioè.
Allora, ci sono l’in e lo iang. E è vero che dobbiamo cercare l’equilibrio cosmico. Vi faccio un esempio che la sinistra è meravigliosissima, ma comincio a sospettare che manchi un po’ di senso pratico. Ma però, se ci abbandoniamo al senso pratico poi finiamo come la destra, che fa schifissimo ma è capace di remare tutti dalla stessa parte. Poi, magari, come succede, ogni tanto al mio adorato Sub, ci lasciamo prendere la mano dalla sensazione fantastica di seguire la corrente. E ci succede che diventiamo un po’ razzisti. Troppagraziasantantonio, diceva mia nonna (poi, un giorno vi racconto tutta la storia di quel signore che doveva salire sull’asino).
Ecco, allora, se eccediamo, ci vengono delle malattie. Il razzismo è una malattia che c’è quando non si riescono a equilibrare gli elementi.
Come l’herpes, come la verruca Carla.
Cheddici, nessi?
grande aleks, se riesco ti passo un articolo che parla di shiatsu e fisica moderna. mi sa che ti piacerebbe. i cinesi avevano intuito un sacco di cose interessati, qualche migliaio di anni fa…
cacchio E. …interessante…