Fire, Water, Burn

sarà che oggi c’è un tempo urìbbile, tutto uggioso e umidazzo.
sarà che tira vento di mare, che me mi innervosa.
sarà che alle 9 e 15 ho iniziato a litigare col mondo lavorativo e ho mandato a cagare, in ordine sparso, alcuni clienti, filiale di napoli e responsabile amministrativo. e non ho ancora smesso.
sarà che lo stomaco mi brucia. e il reflusso mi sta sbranando la gola.
sarà che non riesco a guardare oltre venerdì pomeriggio. e non so perché proprio venerdì pomeriggio. ma fino a lì ci arrivo. poi, dopo, vada un po’ come cazzo vuole.
sarà che hanno ricominciato coi licenziamenti, nella sede di milano. in modo subdolo. ma dicono che è roba che riguarda altre linee di produzione e noi siamo a posto. ma tant’è, se atene piange, sparta non ride…
sarà che oggi, s’ì fossi foco arderei lo mondo.
sarà che ho voglia di tirare i remi in barca e guardare lo sfacelo.
sarà, come cantavano quelli là: il tetto è in fiamme, il tetto è in fiamme, il tetto è in fiamme, non abbiamo bisogno d’acqua: lascia bruciare quel figlio di troia.
brucia, figlio di troia, brucia!
~ di G. su Giugno 4, 2009.
Pubblicato in Malinconie e deliri quotidiani
Tag: basta così, bloodhound gang, casini casini e ancora casini, nervoso, pessimismo e fastidio, remi in barca, scazzo, vento di mare

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