John Fitzgerald, per gli amici Bobby.

Bobbyl’idea era di andare a vedere apocalypto. un bel massacro senza senso. ma poi l’amica E. mi dice che il suonatore jones ci ha fatto su una recensione sul suo blog. la vado a leggere. finisco alle 18,45. alle 19,50 sono ancora lì che rido, coi lacrimoni. e allora busta b. gran bella busta b, bobby. la prima cosa che mi viene da dire è film intelligente. la seconda, film coraggioso. per la serie la storia si ripete. uguale. perché non dev’essere facile convincere gli americani che la loro politica estera fa rabbrividire chiunque sia dotato di un minimo di buon senso. e subito dopo ti viene da chiederti: ma non esistono più politici che parlano in quel modo? da persone innamorate del proprio paese che, proprio per questo, criticano in modo aperto e feroce chi lo sta trasformando in qualcosa che non si può approvare. e allora l’idea di america compassionevole, che non dev’essere una potenza militare. e che non si vuole che venga detto quello che si scrisse dell’antica roma "hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato pace". parole coraggiose. che oggi non si sentono più. che se le dici ti insultano. che c’è il terrorismo. la vecchia lezione, mai dimenticata, di goebbels: spaventa un popolo e fagli fare quello che vuoi. in ogni caso, tornando al film, bello. e sono riusciti a tenersi distanti dalla retorica, a parte una piccola scivolatina sul finale. ma gliela si perdona, che tutte le storie raccontate sono proprio belle. con dei bei personaggi, che fan capire proprio bene l’america di quegli anni. imperdibili le discussioni di cucina e filosofia zen del cuoco nero (laurence fishburne) e fantastici i due ragazzini che, invece di fare il porta-a-porta, si fanno di lsd e vanno, in acido, a far danni in giro. e poi, verso la fine, l’amica E. guarda il kennedy con la moglie e dice "và com’è messa male. quando stava con onassis era molto più bella". ma E., non è john fitzgerald. è il fratello robert. e giù a ridere coi lacrimoni mentre sparano al fratello. e la gente che chissà cos’ha pensato di quelle due merde che ridono mentre ammazzano roberto kennedy. eh, scusate. ma non era per roberto, poverino. che quando E. mi ha detto di venire a vedere questo film me lo aveva spiegato di che parlava. mah. la suggestione del grande schermo e dei dentoni standard della famiglia kennedy. poi, che dire d’altro? assolutamente da vedere. che ti riconcili pure riguardo all’americanitudine, quella carina. anche se la domanda successiva è: ma quelli che avevano 20 o 30 anni quando hanno votato per robert kennedy, dov’erano all’elezione di schwartzenegger?

~ di G. su gennaio 22, 2007.

 
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