La Pulitica

la comune-ty subbuglia e sobilla. non mi posso astenere. gli è che mi piace proprio, a me, questo poeta candidato sindaco, coi suoi mille anni, e questa sua bella faccia rubizza che si vede che gli piace il vino buono. ma anche quello non buono. e che dice cose di sinistrissima. e le dice con l’anima del poeta. che c’è bisogno di gente bella così. che abbia una mentalità più ampia, che respira. che sogna. perché come dice nori, è possibile. è possibile che, all’apice dello stravizio, quando la crapula ti esplode dentro il cervello, ti si spiani la visuale e tu veda delle cose che i bevitori normali non sanno vedere. mica come la tipa vestita come un divano che c’è sui manifesti in giro. e io sono amareggiato, perché lo so che non c’è gara. queste primarie mi sembrano una buffonata. un alibi del solito partito di dinosauri sempre uguali a sè stessi, che giocano a fare i democratici. ma invece democratici non sono. già me li immagino. la campagna elettorale per le primarie. alla tipa vestita come un divano, fondi illimitati. al poeta, 50 centesimi per un biancamaro al circolo arci di borzoli. che lì, magari, fai un comizio per i vecchi che giocano a briscola. e se uno dice cose che si vede che è non di sinistra, ma proprio comunista, a loro ci sta sul culo. che loro vogliono il centro. il centro. cazzo ci sarà mai a ‘sto centro? mastella, c’è. rutelli, c’è. ma voi vi piace stare con quella gente? ma quanto dovremo aspettare per votare senza mollette al naso? ma quanto dovremo aspettare prima che si ricordino da dove vengono? prima che ci sia qualcuno che dica: hey, io ho queste idee: chi è con me? ma invece no. tutti a cercare di rubare i clienti degli altri, cercando di inseguire le idee degli elettori. ma è politica o marketing? e i tuoi vecchi clienti? dove vanno? questo mi dà fastidio. la loro sicura arroganza. sul fatto che comunque ci siamo. ma cosa credono, di noi? che facciamo come la moglie tradita, che il marito sa di ritrovare a casa, con la cena pronta, dopo che torna da scopare con l’amante? comunque sanno che, pur di evitare la catastrofe del prof beccaccione, ci ritroveremo a votare per loro. per il divano coi capelli di topo. e io mi viene voglia che no. non la voto. e mi vengono i rimorsi. e cerco scappatoie. e non riesco a trovarne. e mi chiedo, ma se non voto, se ne accorgono? ma mi si nota di più se non vengo, o se vengo e mi metto in un angolo, al buio, vicino alla finetra e voi mi dite, vieni dai, e io…no…andate…andate… e più penso a ‘sta cosa e più m’incazzo. sono stufo. stufo che alla pulitica, noi ci s’appassiona. e ti fan passare la voglia. e allora? fuga? lotta? ma come? azioni dimostrative? cortei? concentramento della comune-ty in piazza caricamento. ci si vede lì, tutti e dodici, o quanti siamo. uffa. son confuso. si vede? che io c’ho la fortuna di avere l’amica E. che le cose le pensa e le scrive dritte. il mio don raffaè, che mi spiega che penso e bevimm’ ‘o café. ma ora ho paura che non basti. cazzo. e allora, adesso sto qui, conto i denti ai francobolli. e ho paura che se continua così, con questa orrida classe politica, andrò avanti con l’album. perché chi va dicendo in giro che non amo il mio lavoro……….

~ di G. su febbraio 1, 2007.

4 Risposte to “La Pulitica”

  1. Poi magari entro piu’ nel merito, pero’ ora volevo solo dire una cosa:

    “già me li immagino. la campagna elettorale per le primarie. alla tipa vestita come un divano, fondi illimitati. al poeta, 50 centesimi per un biancamaro al circolo arci di borzoli.”

    non e’ vera.
    I candidati si sono dati un tetto di spese (e non credo che Sanguineti abbia speso meno di MV) e alcune regole (es. no ai manifesti 6×3 tipo Berlusca).
    Saranno antidemocratici, ma non per quello 🙂

  2. sì, ho capito. sottindendevo altre cose. cazzo voi diessini pigliate proprio tutto alla lettera…fatto sta che non c’è neppure da scommettere su come andranno queste primarie.

  3. Non sono piu’ diessino!!
    (ti ricordi quando Gioele Dix faceva Alberto Tomba: “non sono piu’ carabiniere” 🙂

  4. essere diessini non è una scelta politica, ma un luogo dell’anima. 😛

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