Pesi e misure

leggo che uno zingaro ubriaco, al volante, ha falciato, uccidendoli, quattro ragazzi. leggo che aveva il permesso di soggiorno scaduto. leggo che è stato arrestato. e leggo che gli altri rom hanno abbandonato il campo, per paura di ritorsioni. infatti alcuni ignoti hanno dato fuoco ad auto e kampine rimaste. nonostante i carabinieri che, a quanto pare, hanno "allentato la sorveglianza" in occasione dei funerali dei poveri ragazzi.
ora, non mi voglio soffermare sul legittimo dolore di chi ha perso i figli, gli amici, in un tragico, stupido e assolutamente evitabile incidente. né voglio fare l’apologia del rom, se non che trovo poco saggio far di tutta l’erba un fascio. detto con cognizione di causa, dal momento che ho fatto volontariato nei campi nomadi per sei anni abbondanti. ma, a parte questo, l’imbecille che guidava ubriaco è in galera. dovrebbe essere finita lì. anche perché non trovo sia una dinamica d’incidente tanto diversa da quelle che vediamo tutte le sante domeniche mattina, quando a falciare vite e distruggere famiglie sono giovani rampolli strafatti e ubriachi persi al volante di mine a quattro ruote comperate da papà. e anche qui non è giusto far di tutta l’erba un fascio, però.
ma non mi sembra d’aver mai letto che famigliari o amici delle vittime, in questi casi, siano andati a dar fuoco al condominio nel quale risiedeva il colposo assassino.
perché è questo che è accaduto. come clint eastwood negli spietati: ammazzo te, e la tua famiglia e tutti i tuoi amici e dò fuoco alla casa, pure.
ma a quanto pare siamo molto più ben disposti ad accettare crimini perpetrati dal nostro stesso gruppo etnico, piuttosto che da foresti. una specie di tolleranza di casta, per la quale se ad uccidere o a stuprare è il nostro vicino di casa, beh, sì, ce la si prende, ma col diretto interessato. in caso di colore o lingua diversa dalla nostra, si linciano anche i parenti, gli amici e i connazionali. occhéi, questa è sociologia da rotocalco, iperovvia per gli addetti ai lavori. ma, insomma, io sono un puro di cuore e m’indigno lo stesso. perché le colpe dello zingaro assassino non dovrebbero ricadere sulla sua gente, tanto quanto le colpe del fighetto discotecaro non dovrebbero ricadere su chi gli ha comprato la macchina da 130 cavalli. o si?

~ di G. su aprile 26, 2007.

4 Risposte to “Pesi e misure”

  1. Fuoco e Fiamme ad Albaro…Cosa aspettiamo?!? 🙂

  2. la digos che ci viene a prendere, aspettiamo….
    ;-P

  3. ehi, che cazzo c’entro, che sono pure d’accordo con il post? castelletto, semmai…

  4. Tranquilla, tu fai la parte dell’infiltrata 🙂

    (Colgo l’occaasione per segnalare ai signori della questura che quei segni di puntini e parentesi vicino alle frasi chiamansi EMOTICON. Nella fattispecie quella sopra è una faccina inclinata che vuol dire “è ironico”)

I commenti sono chiusi.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: