E vediamo un po’ questo qui, invece…

Luca Relliun passo indietro. il buongiorno si vede dalla sera. la sera in questione è quella dell’undici agosto, il primo giorno di festambiente. l’antefatto: dovevamo trovare il modo di contattare, con la compagnia di teatro, carlo lucarelli per parlargli di una cosa che ancora con dico. ora, càpita che, durante il marasma dei preparativi per la prima serata di trattamenti, il grande U., mentre andavamo verso la segreteria, mi indica la pedana dei dibattiti, dicendo: guarda chi c’è. e il chi c’è era lui. che parlava, moderava e presenziava le premiazioni di vari signori appartenenti varie forze dell’ordine che si erano distinti nella strenua lotta contro aberranti crimini a danno dell’ambiente. tutto molto solenne. da quel momento, con la benedizione dei compagni di viaggio, mi estraneo dal contesto shiatsu. con due obiettivi distinti. il primo, attendere l’arrivo di lei. il secondo, marcare a uomo il sosia letterato.
lei e il suo sorriso arrivano prima della fine della conferenza di lucarelli. e chiacchieriamo, mentre le spiego il perché sto girando come uno squalo lì attorno, in mezzo ad una quantità imbarazzante di uomini in divisa. e mentre si chiacchiera, in un silenzio compunto e rispettoso, esplode una delle risate più piene e grasse che io abbia mai sentito. con tutte le divise che si voltano a guardarci con aria severa. e io sgrano gli occhi e mi scappa da ridere e le dico ma sei matta?, ma mica sul serio, perché la trovo bellissima.
e continuo a fare lo squalo della maremma attorno allo scrittore famoso. lo tengo d’occhio. le premiazioni finiscono. lui si va a sedere su un gradino, a lato del pubblico. lo circondo. rassicurato da uno dei tizi che stavano con lui, lo affronto. spiego chi sono e accenno il succo della faccenda. mi dice: ora non posso ma se mi dici dove sei, ti vengo a cercare appena mi libero. glielo dico. e resto tutta sera in un letto di procuste, in attesa di vedere l’uomo stagliarsi all’orizzonte. pensieri brutti, che già ho dei trascorsi poco simpatici, coi famosi. ma lui è di parola. e chiacchieriamo un po’ del progetto di cui dovevo chiacchierare. e, anche lui, come l’altro, mi pare una personcina affabile e mi racconta della piccola compagnia teatrale di amici suoi, al paesello. e poi mi dà il suo indirizzo mail. e se ne va, dicendo che sarebbe tornato per visitare bene la festa e, chissà, magari anche per un trattamento shiatsu. poi è iniziato lo sfottò. di lei. che mi dice: seeee, ti ha dato l’indirizzo! seeee! l’indirizzo segreto! seeee! lo trovavi pure sul sito! seeee, vedrai che è proprio proprio il suo indirizzo privato che lo legge solo lui, ma proprio lui e nessun altro! seeee! ci scommetto che quest’indirizzo è pubblicato sul suo sito.
e qui, pubblicamente, asserisco: sì! è il suo indirizzo privato! e no! non è pubblicato sul sito! capito? eh? hai perso la scommessa, cara mia! oh!
e quindi io gli ho scritto e gli ho mandato quello che gli dovevo mandare. ovviamente, non si è fatto più vedere alla festa, come invece aveva detto. e poi staremo ad aspettare. che magari lui scrive, telefona, si fa vivo. perché ora son scafato. e se non lo fa, mando a chi me li chiede i pdf dei suoi libri. tutti. assieme ai cd masterizzati di quell’altro là. oh!

~ di G. su settembre 20, 2007.

5 Risposte to “E vediamo un po’ questo qui, invece…”

  1. vai, vai così! se continui ad accumulare famosi, presto sarà inutile la tessera di feltrinelli… 🙂

  2. gufo, che fai? gufi? 🙂

  3. nonnò, era solo un ghignare di strega – che notoriamente sono un po’ bastardedentro – ma ci aggiungo lo scongiuro scongiurante per farmi perdonare 😀

  4. caro vorrei anche scriverti ma non trovo più la tua email…come si fa???

  5. accacchio, ti scrivo io!

I commenti sono chiusi.

 
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