Torino – 02/10/2007 “Braccia sottratte alla Vorwerk”

fiction-plane.jpg fiction plane. gruppo sconosciuto inglese. attaccano a suonare e tu dici: questi fanno le cover dei coldplay che c’è anche una certa assonanza tra i due nomi. comunque, mi immagino subito la storia travagliata di questo gruppetto: nella mia mente malata, prima c’era solo il cantante. joe sumner. sbarcava il lunario suonando nelle stazioni della metropolitana di londra. poi ha messo su un gruppetto con altri debosciati senz’arte né parte. erano in cinque. hanno iniziato a suonare nei peggio pub londinesi, pagati 60 sterline a sera. siccome non riuscivano a pagarci le spese han pensato che 60 diviso 5 fa 12 sterline a testa. ma diviso 3 fa ben 20 sterle. allora defenestrano gli altri due e riescono a pagare un letto in subaffitto in una casa di giamaicani. uno solo. dormono a turno, perché non possono permettersi un letto a testa. poi, un giorno, per vie fortunose e traverse, il loro cd, masterizzato di nascosto usando un computer esposto alla unieuro, arriva nelle mani di uno che conosce uno che conosce uno che li fa sentire a un tizio che fa il produttore e che dice: hey, diamo a ‘sti diseredati la possibilità di aprire il tour mondiale dei police con tot decine di date con una media di settantamila spettatori a botta. e così è iniziata la favola di queste cenerentole del rock, che fanno musica uguale ai coldplay. ma non bravi uguale.
qualche maligno dirà che il padre di joe si chiama gordon e i meglio informati collegheranno il nome gordon m. sumner al forse più noto nome d’arte: sting. ecco. che questo c’entri con la scrittura dei fiction plane per aprire i concerti dei police? ai poster l’ardua sentenza.
c’è da riflettere sui meccanismi mentali che hanno portato joe a fare le sue scelte di carriera. allora: tuo padre ha fatto la storia del rock, cantando e suonando il basso per un gruppo, un trio, che mai più nessun altro ha fatto musica come loro, riempiendo stadi all’inverosimile. e tu che lavoro vai a fare? capisco che sei più facilitato nel campo della musica, ma inventati qualcosa per differenziarti un po’ da quel modello così ingombrante. e invece no. lui è andato a cantare e suonare il basso per un trio, inglese. tra l’altro non può neanche far finta de pomi, che è uguale, ma uguale, ma uguale a suo padre venticinque anni fa. e ha la stessa voce. e canta allo stesso modo, e fa anche gli stessi saltini. questo ragazzo si deve risolvere qualche problema.

“Ho mal di stomaco, la bile travasa e me ne vado a dormire. Brutta bestia, l’invidia.”

(offlaga disco pax, tono metallico standard)

~ di G. su ottobre 8, 2007.

7 Risposte to “Torino – 02/10/2007 “Braccia sottratte alla Vorwerk””

  1. Uh quanta raggione ci hai ggì!

    Ma tu l’hai mai visto Folco, er figlio der defunto Tiziano Terzani – sempre invitato in trasmissioni in quanto figghio di Tiziano Terzani? Ma cazzo mi viene da dirgli, Folco, un ce l’hai na famiglia? un hobby tuo?

    Un parucchiere?

  2. aaaaaaaaah! il parrucchiere di folcooooo!!!!! 😀

  3. se non aggiorni il bloggo ti tolgo subito dalla home page!

  4. le minacce? LE MINACCEEEEE??? anonime, per giunta!
    sai che ci faccio io alle ‘nonime che minacciano? lo sai?
    le prendo a testate in stazione! (‘more…)
    🙂

  5. prrrrrrr

  6. cmq la mia minaccia vale sempre, non far finta de pomi… 😛

  7. Mi hai fatto troppo ridere! Poi ho letto che sei stato a vedere i Police a Torino e li’, confesso, un po’ ti ho odiato. Fortuna che nella scaletta non hanno messo alcuni dei miei pezzi preferiti, senno’ era crisi. Ma tanto e’ crisi uguale. Ma di’: quant’ era fico Sting, eh? Quanto?

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