tornosubitopleasestandby.jpglatito. lo so che latito. me ne sono accorto. è che succedono cose, e uno dice, mo’ le scrivo e poi si ammucchiano tutte e diventano sempre più tante. e allora il tempo diventa sempre meno. e latito. ma poi leggo i commenti che dove sei finito, che si sente la mancanza, e anche polena che ha disfatto il blog e fatto una bimba, che le vengo in mente in pausa-tetta, e il mio acume, secondo solo a quello di jessica fletcher, mi fa pensare che greta è nata! e allora le mando un fortissimo abbraccio. a polena e a greta. le abbraccio tutte e due. e pepina, che leggo sempre incasinata col suo porco precariato. e abbraccio anche lei. e la zaube, che ormai gestisce un blog frequentatissimo e si districa tra millemila lettori. e lei devo prendere il numerino per abbracciarla. ma faccio la coda e abbraccio pure lei. gli amici della comune-ty, quelli li abbraccio di persona. alcuni tutti i giorni. e allora, spiego il perché latito.
premetto che sono felice, che sono felice con lei, che sono felice cogli amichetti, che si fanno piani per conquistare il mondo. un pezzetto alla volta, che non ci si accorge neanche.
e dico anche che mi sto costruendo la casa nuova del blog. che emigro anch’io. e dico subito che sarà proprio bella, la casa nuova. e ci scriverò sopra più spesso. ma stavo aspettando una data significativa, tipo il compleanno del blog. ma è un po’ distante, tipo ancora un mesetto. ma katauèb mi fa venire le pustole, ormai. e, come direbbe l’amata lei, katasbòro.
e poi è capitata questa cosa nuova qui.

settimane fa mi chiama un amico che non vedo dal ’99. un amico di quelli meneghini. mi chiede: ti va di provare a scrivere per una sit-com? e io ci dico di non prendermi per il culo. ma, a quanto pare, non mi prendeva per il culo.
sicché da tre settimane sono infilato in questo strano mondo della tivvù vista da dentro. che non è il punto di vista di un riparatore di televisori, ma proprio quello degli autori. e vado una volta alla settimana a queste interminabili riunioni, meneghine anche quelle, con i tre autori di questa sit-com, uno dei quali piuttosto famoso, che si vede anche in tivvù, che fa anche l’attore. di teatro, anche.
ora, qualcuno potrà dire: bello. eh, un momento, non è così bello. è un culo. che ci sono dei diktat talebani. che ti devi attenere in maniera ossessiva agli schemi di scrittura che ti danno. che non puoi sgarrare di niente. che non puoi scrivere quello che vuoi che va in onda in un canale nazionale, che non dico, in una fascia oraria iperprotetta. e il linguaggio, e i temi, e deve far ridere tipo le comiche, anche di comicità da pubblico bue. che però non puoi far ridere dicendo culo, che è una scappatoia che funziona sempre. insomma, è difficile. tanto.
l’ultima riunione mi hanno preso a pugni. metaforicamente. perché càpita che ci sia un momento no nelle riunioni plot. e se la revisione del tuo lavoro arriva in quel momento, sei fottuto. cacciano via tutto. e io avevo mandato quattro plot. due buoni, uno da lavorarci, uno improponibile. per una fortuita serie di circostanze particolarmente avverse hanno letto quello. l’autore famoso mi ha preso a male parole. degli altri miei scritti, anche quelli buoni, non una parola. il mio amico meneghino mi ha detto di tenerli lì e riproporli tra un paio di mesi. i plot sono come il maiale: non si butta via niente.
al di là del lavoro di scrittura, vale la pena parlare dell’ambiente. io mi sembra di essere “scova l’intruso”. ma a parte questo, è tutto pieno di ragazzotti, e scuola di cinematografia, e scuola di scrittura creativa e famosa, e ho già scritto per questa e quella serie di telefilmi, e scrivo per i comici in tivvù, e tutto questo genere di cose. e quando mi chiedono, ma tu cosa fai? io faccio l’impiegato. e loro, oh, uno di quei contratti antichi, che non fanno più, con le ferie e la mutua? e io, sì. e la loro è proprio una vita grama. che fanno il cottimo scrivendo roba. perché è un cottimo. pagato di merda, pure. e loro ci devono mangiare. che io, se proprio non riuscirò a scrivere quelle robe lì, dirò, beh, è stato bello, ci ho provato, saluti e baci. ma loro no. loro stanno a prendersi vagoni di insulti da tutti i vips per i quali scrivono. e non devono dire niente. che tanto c’è la fila fuori di scribacchini prezzolati pronti a vendere l’anima e il culo per quel posto, pagato male. e a cottimo. insomma, vado lì e capita che mi vergogni anche un po’, coi miei privilegi da secolo scorso e la mia totale estraneità al mondo degli autori. per me è un gioco. impegnativo, ma un gioco. finite le monetine posso smettere. loro no.

~ di G. su novembre 9, 2007.

9 Risposte to “”

  1. bentornatoooooooooooooooo!!!!!!!!!!!! ebbiba!!!!!!!!!
    bentornato!

  2. ciao, sono la sis (di Lei, quella che anche se non sapessi che è Lei dopo il katasboro la riconoscerei tra un miliardo).
    bentornato!

  3. non appena la puzzona di mia figlia smette di stregarmi coi suoi occhioni, e con le sue scoreggie appunto, giuro che riapro il blog. adesso scriverei solo di gioia, risate, sorrisini, nomignoli, aumenti di peso, i colori della cacca.. sono andata, G., innamorata persa.
    un abbraccio anche a te.
    Fra

    p.s.: con marito e figliola stiamo progettando un lungo fine settimana dai nonni spezini: ci becchiamo, no?

  4. @ sis: ma dai! la sorèa! grazie per il bentornato e piacere di conoscerti senza interposta persona!
    🙂

    @ polena: che cosa bella gli occhioni e l’innamoramento. un po’ meno le scoregge, ma puzze sante, sono… per il uichèndo ligure, fammi sapere! che se si può, certo che ci becchiamo. e tra l’altro ci sono le cantine bosoni da saccheggiare…
    🙂

  5. Ci sei mancato, G.

    So che la mia opinione non conta un cazzo ma mi piace troppo come scrivi. Sei davvero acuto.

  6. grazie, che non è vero che il tuo parere non conta, ma lassa perde, và… che il qui presente acuto lo stanno ben ben smussando a martellate i succitati autori… comunque, ribadendo e ricitando l’amata, katasbòro!

  7. Ma Dio scinisciatte te ringrazio:))) e pure io te riabbraccico:)) e spero che la smetti de latitare, anche se sento che codesta tua latitanza è piena di odori buoni e ti sento che non solo sei contentillo con la lei, ma fai pure delle cose belle – e no – mi spiace, pemme, anche se ci hai lo stipendio fisso, nun poi smette quanno te par eh!

  8. oh bella…sei in piena attività…sono contenta…passa ogni tanto a trovarmi…baci s.

  9. Scoperto questo blog oggi, adesso anzi.
    Mi riprometto di leggere a spizzichi e bocconi qui e là. Ma dovrei anche non affezionarmi troppo, perchè se non scrivi per settimane, poi sento la mancanza. Insomma leggo o non leggo?
    Leggo, và.
    E se latiti ancora, ti vengo a prendere.

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