Paese che vai, verdure che trovi

verdura.jpg

lei è venuta per passare le feste con me. e le cose, forse complice il clima più freddo che non invita più a trascorrere le giornate a zonzo, sono cambiate. e mi piace come sono cambiate. abbiamo fatto la spesa e cucinato e mangiato come persone normali sedute al tavolo e non più per le gastronomie sparse in giro per la città. ed è bello girare assieme per supermercati e alimentari e fruttivendoli. e anche vederla interagire con i negozianti sotto casa. nella fattispecie il fruttivendolo marocchino, rachid. avevamo deciso per una minestra di carote. e fin qui. le carote, apposto. il sedano, apposto anche lui, che rachid è uso regalarlo, se acquistato assieme ad altre verdure. cipolle, ok. patate, bene. l’aglio c’è già. mancano le bietole.
lei: un mazzo di biete
lui: …
lei: sissì, un mazzo di biete…
lui (guarda lei. poi guarda me, un po’ smarrito): …?
io: bietole… un mazzo di bietole…
lui: ah! coste…
le prende, le incarta, la guarda.
lui: …ma non sei italiana, vero?
salaam aleikum, rachid!

~ di G. su gennaio 7, 2008.

3 Risposte to “Paese che vai, verdure che trovi”

  1. che post carino… e anch’io me lo sono sentita dire tante volte – il mio cognome ha un accento colpevolmente sdrucciolo in questa città di accenti piani e giunge ad orecchie zeneizi in modi assolutamente imprevedibili e foresti – ma da rachid… vuoi mettere?

  2. madame”Lei” è compaesana mia,mi sa.. buon anno nuovo G., a te, a cirano e a ess’!

  3. ciao Polena, nun c’è zeccat (me lo sono fatta dire dal mio collega tuo compaesano) ma grazie mille degli auguri che ricambio a te, a greta e al suo papà!
    ps si vede che “le biete” si usano in tanti paesi ma a genova no… 🙂

I commenti sono chiusi.

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: