Martirio

ieri sera, al telefono con lei, si parlava del ratzigate. e son sorte tutte delle riflessioni che prima sembravano belle chiare ma ora mi paiono confuse. cercherò di metterle giù con un certo ordine. “avemo vinto”. no, non credo. abbiamo fatto la figura dei mangiapreti antidemocratici spingendo forze politiche di tutti i colori dell’arcobaleno a porgere scuse a beppe sedici. vero è che una lezione tenuta da ratzy senza la possibilità di un dibattito concreto, senza possibilità di replica, era una cosa abbastanza assurda. vero anche che la contestazione sarebbe stata molto più accesa, credo, se avessero invitato ruini o il nostro mai abbastanza amato bagnasco. insomma se ne sono scritte di ogni.
quello che però non ho ancora letto, ma ditemi se qualcuno ne fa cenno, è un’analisi del perché ci si permette di contestare in modo così aperto e veemente un papa. cosa che, a memoria mia, non si era mai vista. anche qui correggetemi se sbaglio. cosa ha indotto i laici a delle posizioni così dure? credo che i laici siano sempre gli stessi. a cambiare sono le gerarchie. e, a vedere come si comportano, le continue ingerenze, le posizioni sempre più conservatrici e ottuse… insomma, c’è una quaterna mica da ridere lassù, in alto: ratzy, bertone, ruini e bagnasco. ma dove sono finiti i tettamanzi, i martini, i piovanelli? insomma, si raccoglie quel che si semina. e stanno seminando divisione. giorni fa ho incontrato alcuni amici, belli invischiati colle gerarchie ecclesiali. stavano preparando un incontro con uno dei quattro signori di cui sopra. ho storto il naso. mi han detto: beato te che puoi. che io non son d’accordo con questo loro atteggiamento, ma capisco che se vogliono continuare ad esistere, avendo scelto la via dell’obbedienza, non hanno altra alternativa, questo anche a commento del commento dello gnomo del balcone, se non igoiare la merda e pregare ad majora.
e poi mi sovviene un’altra considerazione. le motivazioni che beppe sedici, o chi per lui, ha addotto per giustificare la rinuncia. posto che nessuno ha privato il papa del diritto di parola. semmai è lui che avrebbe privato l’auditorio della sua lezione del diritto di replica. ma comunque. è sempre bello parlare da un balcone con sotto folle festanti e i papabòis che cantano colla chitarra “oh susanna nell’alto dei cieli”. sempre il tutto esaurito. tutti che applaudono. e dove sta la testimonianza? che fa, beppe sedici? semina, come nella parabola, con un gesto ampio e generoso del braccio senza curarsi di dove vanno a cadere i semi e, quindi, testimonia a tutti la propria fede? mette a repentaglio la propria immagine e si reca a evangelizzare nonostante le contestazioni? cristo, che dovrebbe essere di esempio, ha messo a repentaglio ben più della sua immagine, predicando. tant’è che non si è sottratto alla morte. il martirio. la testimonianza. san francesco è andato a parlare con il sultano malek el kamel (niente lazzi, per favore!) mettendo in conto che poteva finire in cima ad un palo. tra i non cristiani, socrate ha avuto da dire la sua… ma quale esempio ha dato questo papa ai vari religiosi in giro per il mondo che, di tanto in tanto, finiscono sgozzati da eserciti di vario colore e natura solo perché vestono un abito? è questo il senso del martirio? della testimonianza? la lesa reputazione è sufficiente a far indietreggiare un papa?
con questo direi che il quadro dell’uomo ratzinger si sia completato. era pavido quando per codardìa ha vestito l’uniforme della hitler jugend. è pavido ora che veste una veste bianca. e scarpe di prada. bizzarro. il papa calza prada. mah. e ora tutti in piazza s. pietro a fargli le coccole, che non ha potuto parlare all’universita. “potuto parlare”. curioso di come due parole possano manipolare la realtà.
quindi, sarei anche d’accordo con chi si rammarica del fatto che beppe sedici abbia rinunciato. un confronto, anche acceso, sarebbe stato infinitamente più divertente di questa vittoria per forfait, che funziona tanto come un boomerang.

~ di G. su gennaio 17, 2008.

3 Risposte to “Martirio”

  1. ma, sai, se si ragione che ogni vittoria nostra è un pretesto perchè “loro” facciano le vittime non si fa più niente… certo, la valutazione di quest’aspetto è sempre più difficile, ma il can-can mediatico (vergognosissimo) non deve farci pensare che anche la gente normale la pensi così: io credo che, al contrario, in molti si siano accorti che la figura peggiore l’ha fatta proprio il benedetto. la stupidità spesso trionfa, ma non si può neanche sottovalutare a priori una generale capacità di giudizio.

  2. No, noi lo sappiamo com’è andata, al di là della propaganda vergognosa. E possiamo parlarci tra di noi, che è già un lusso, anche qui su internet.
    Il re è nudo. E abbiamo mille mezzi in più di quelli che avevamo cent’anni fa per farlo sapere a tutti.

    Certo, finchè i tuoi amichetti obbedienti sosterranno le loro gerarchie malvage, allora possiamo fare poco.

  3. @ gufo
    è vero. in ogni caso il gioco vale la candela. non bisogna abbassare la guardia e bisogna protestare tenendo presente che ogni rivoluzione ha una reazione. ma sono inquieto per la vergognosa opera di piaggerìa di stampa e mondo politico tutto. e qui mi ricollego a:

    @ amicaE.
    e meno male che c’è internette! che non si può censurare!
    eh, ma hai ragione. se fossi d’accordo con gli obbedienti, starei ancora con loro, no? 🙂 eppoi non credo che si possa fare poco. che gli occhi e le orecchie le hanno ance loro. e gli rode una certa misura. e son d’accordo che le zone grige ecc. ecc. ma anche percy…

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