Giuramento di Ippocrita

riesco a sopportare molte cose. alcune male, altre meglio. per molte altre mi indigno. per alcune in modo furioso. forse quella che mi indigna di più è l’ipocrisia. è un po’ che sto pensando a questa faccenda, quella degli aborti clandestini praticati in un ospedale di suore, a genova.
partiamo dall’inizio che è, nella fattispecie, due servizi delle iene, in tivvù. già mi girano i coglioni che certe inchieste siano portate avanti da certe trasmissioni e da certi comici. ma se hanno più audience di report, vabbeh, per me, vale.
il primo servizio era sugli avvocati della sacra rota. quando ero piccino sapevo che per annullare un matrimonio era necessario che questi non fosse consumato. o che uno dei due coniugi non potesse avere figli. o che non volesse averne. quello che hanno fatto vedere l’altra sera era un quadro ben diverso. vale a dire che, a telecamere nascoste, gli avvocati della sacra rota, dietro parcelle mostruose e sicuramente inaccessibili ai più, potevano far passare per valido qualsiasi motivo: falsi testimoni che indicassero una qualche coercizione del marito, o la sua presunta incapacità di capire il senso del matrimonio al momento della cerimonia… insomma, si possono ritenere nulli, per la chiesa, matrimoni con tre figli. basta pagare. santa romana chiesa dagli elastici principi. nel segreto dei propri uffizi e delle proprie parcelle. alla faccia della coerenza e della salvaguardia dei valori sacri della famiglia.
l’altro servizio, ben più inquietante, era sui medici obiettori di coscienza. in un ospedale ad ischia è impossibile praticare l’ivg perché tutti i medici sono obiettori. di tutti i medici obiettori, solo uno lo è veramente. gli altri praticano tranquillamente, nei propri studi, aborti clandestini per qualche migliaio di euro, se sotto i tre mesi. se, invece, una ragazza vuole abortire al quarto o quinto mese, c’è un collega a napoli che per 5000 euro, in studio privato, leva il pensiero. quarto o quinto mese. brividi.
ora, ne abbiamo anche discusso animatamente con l’amicaE., io non mi sento di condannare un obiettore. voglio dire, un ginecologo non è che pratichi solo, come prima sua funzione, l’ivg. e un’interpretazione iper-radicale del giuramento di ippocrate, se non vogliamo scomodare i dettami di santa romana chiesa, potrebbe anche giustificare l’obiezione di coscienza. a patto che sia un’obiezione totale, tombale, irreversibile, indiscutibile, integrale. vero è che, però, le strutture pubbliche dovrebbero garantire, a prescindere, che in ogni fottuto ospedale ci sia la possibilità di abortire secondo la legge, gratuitamente. e che non sia permessa la porcheria dell’ospedale galliera, pubblico ma di proprietà della curia, presidente il cardinal bagnasco, dove di fatto hanno reso impossibile l’applicazione della 194. però, siccome andreotti insegna che a pensar male si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai, mi viene da chiedermi: a chi giova tutto ciò? perché poi, dietro al ginecologo suicida, saltano fuori le monache che gestiscono la clinica dove operava. possibile che non ne sapessero nulla? possibile che non si fossero insospettite dalla preoccupante quantità di aborti “spontanei” a cui andavano incontro molte delle loro pazienti? l’amministratore delegato della clinica, suor pistacchia maria o come cacchio si chiama, ha detto “nooooi siaaaamo soooolo poooovere religiooooose… cooosa potevaaaamo sapeeeeere di queeeello che accadeeeeva!”. mah. sa di strano. cazzo. queste gestiscono una clinica privata. queste povere religiose hanno più pelo sullo stomaco di un castoro. come facevano a non sapere? e che giro di soldi procurava alla clinica questa faccenda? boh, magari non tanti, magari sì. in pratica, però, resta che in un ospedale di religiose si abortiva contro la legge. ora, visto come funzionano le cose per divorzio e sacra rota, e quanto l’odore dei soldi possa far accantonare principi indissolvibili per i buoni cristiani, è possibile che possano aver applicato lo stesso principo anche per la legge sull’aborto?
aspettiamo che la magistratura finisca gli accertamenti.
e mi sono anche domandato se sia giusto permettere alle strutture private di applicare la 194. forse sì. a patto che, ritornando a qualche riga più su, questa venga anche, obbligatoriamente, applicata in tutte le strutture pubbliche e che, quindi, ci sia almeno un ginecologo non obiettore in ogni ospedale. di contro, l’obiezione dovrebbe essere monitorata in modo serio, in modo da punire con pene esemplari i falsi obiettori nel pubblico e abortisti in privato.
o forse no, per evitare di creare strutture di serie a e strutture per poveracci dove ti trattano di bestia. insomma, questione spinosa che, da maschio, affronto con la maggior delicatezza possibile appunto perché non posso capirne appieno il dramma. ma io confido nella buona pazienza delle amiche che leggono e che si sbalio mi corigerete!

~ di G. su aprile 2, 2008.

5 Risposte to “Giuramento di Ippocrita”

  1. non si può non essere d’accordo, ovviamente, salvo notare che un solo ginecologo non obiettore in ogni ospedale non può bastare: dove sono in pochi, infatti, ad applicare la 194, finisce che i non-obiettori fanno solo quello. e non è giusto nè per loro nè per le donne che, in ogni caso, devono patire le attese e l’ansia.
    La clausola della possibilità di obiezione, di per sè e teoricamente “accettabile” è di fatto usata per vanificare la legge e quindi, forse, basterebbero un po’ di controlli sui meccanismi di assunzione e sulle attività degli obiettori per scoraggiare gli obiettori di comodo. Ma chi li ordinerebbe mai, in questo Stato codino?

  2. a me viene in mente un proposta di legge. Che dica che se uno si dichiara Obiettore di coscienza e poi viene scoperto a fare gli aborti clandestini, lo radiano dall’ordine. Sarebbe giusto, no?

  3. http://marsinamerica.splinder.com/post/16587276#comment

    Io sono della mozione Pastore 😀

    Oh, dobbiamo pubblicarlo sul sito questo dibattito!

  4. La triste realtà in Italia è che per evitare lo stigma sociale dell’essere additati come degli “ammazza-bambini” la maggior parte dei ginecologi risulta obiettore di coscienza (secondo l’ultimo rapporto del ministero della salute – peraltro con informazioni in parte obsolete – il 58,7% dei ginecologi, il 45.7% degli anestesisti ed il 38.6% del
    personale non medico è obiettore, con dei picchi regionali in Marche, Lazio, Puglia, Veneto). Alcuni di questi, poi, si servono laidamente dell’obiezione per praticare ivg clandestinamente a caro prezzo. Rispondendo a quanto ha scritto Lanessie, violare l’obiezione di coscienza è già di per sè una violazione deontologica; in ogni caso, pur in presenza di un’obiezione di coscienza, il medico deve comunque prestare la sua opera, se il suo comportamento potrebbe risultare in un grave e immediato nocumento per la salute della persona assistita. Secondo il codice di deontologia medica, inoltre, il medico non dovrebbe deve soggiacere a interessi, imposizioni e suggestioni di qualsiasi natura e denunciare all’ordine ogni iniziativa tendente a imporgli comportamenti non conformi alla deontologia professionale, da qualunque parte essa provenga. Infine, praticare aborti clandestini è un reato e l’avvio del procedimento può già consentire l’adozione della misura della sospensione (art. 40, n. 3 e art. 43, d.p.r. 221/1950) da parte del consiglio dell’ordine, mentre la condanna impone automaticamente la radiazione (art. 40, n. 4 e artt. 41 e 42, d.p.r. 221/1950).

    Ma c’è pure qualcuno che sta peggio di noi. In Portogallo, ad esempio, solo recentemente, dopo due referendum falliti (per mancanza di quorum…anche se il secondo si era avvicinato molto, ed è stato questo a spingere il parlamento a rimuovere il reato di aborto) è stato reso legalmente possibile abortire. Le donne altrimenti, a seconda dei mezzi economici disponibili, potevano o 1) andare in Spagna in qualche clinica privata, o 2) rivolgersi a qualche ginecologo locale pagandolo a peso d’oro e comunque con gravi rischi, o 3) chiamare una mammana e farsi scannare.

    Lo scenario attuale è che nelle zone interne del Portogallo e sull’isola di Madeira (prevalentemente conservatrici e reazionarie) non si può ricorrere all’ivg perché tutti i medici sono obiettori. Addirittura il mafiosissimo presidente della regione autonoma di Madeira, Alberto Joao Jardim, aveva dichiarato che non ci sarebbero sufficienti risorse per praticare gli aborti nei casi consentiti dalla legge.

    Peraltro, ci sono state anche recentissime notizie sconfortanti, se si pensa a quello che è recentemente successo nella “civilissima” Pisa: http://www.uaar.it/news/2008/04/01/pisa-pillola-del-giorno-dopo-arrangiatevi . E’ appena il caso di notare che rifiutarsi di prescrivere la c.d. “pillola del giorno dopo” configurerebbe secondo molti il reato di interruzione di pubblico servizio: questo farmaco, infatti, non provoca l’aborto, ma solo una mancata fecondazione e quindi non si potrebbe porre un problema di obiezione di coscienza.

    Se voleste saperne di più, l’ultima relazione del ministero della salute sull’attuazione della l. 194/1978 e le relative tabelle è disponibile su: http://www.ministerosalute.it/pubblicazioni/ppRisultati.jsp?area=escludi&subarea=escludi&tipo=escludi&autorehidden=&datadocda=1901%2F01%2F01&datadoca=2101%2F01%2F01&titolohidden=&keywords=interruzion&keywordshidden=interruzion&keywordshiddenTA=interruzion&keywordshiddenkey=interruzion .

    I codici deontologici medici li trovate pure sul sito del ministero della salute e sono in buona parte identici l’uno all’altro: http://www.ministerosalute.it/ecm/presentazione/presentazione.jsp?sez=codi .

    Il decreto del presidente della repubblica che contiene, tra l’altro, le sanzioni disciplinari a carico dei medici è liberamente accessibile su http://www.oprs.it/pagine/professional/norme/dpr_221.html .

    Grazie per la pazienza!

  5. Nei miei studi giuridici ho anche affrontato ormai una decina d’anni fa anche la disciplina del matrimonio dal punto di vista del diritto canonico. Al di là degli aspetti decisamente comici (le sentenze in latino sull’impotenza ed il titolo della dispensa usata dal prof.: “Indissolubilità e scioglimento del matrimonio canonico”), resta un dato di fatto innegabile, che peraltro non è una novità: sciogliere un matrimonio canonico presso la sacra rota o i tribunali ecclesiastici regionali è assai più facile e rapido che non ottenere il divorzio. Se il matrimonio, poi, è concordatario (ossia, celebrato in chiesa, ma con effetti anche per l’ordinamento civile, come previsto dal concordato craxiano), allora lo scioglimento sarà efficace pure sul piano dell’ordinamento italiano, anche in contrasto con i principi che animano il nostro sistema giuridico.

    Basta avere soldi a sufficienza ed il gioco è fatto. Parrebbe, anzi, che lo stesso prof. (che era pure avvocato rotista) abbia ottenuto lo scioglimento del matrimonio da cui aveva avuto ben 11 figli! Escluso che possa essere avvenuto per impotenza o mancata consumazione, chissà quale sarà stato il motivo dello scioglimento! 😉

    Naturalmente, sono a vostra disposizione se voleste avere più informazioni!

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