Camerati che sbagliano

volevo pubblicare un post tranquillino. volevo. poi stamattina mi son svegliato prima dell’alba e ho guardato un po’ di tiggì di prima dell’alba. e son rimasto invischiato fino a quasi le otto. la cupa notizia che il ragazzo di verona non ce l’ha fatta, gli arresti dei nazi che l’hanno ammazzato. tutto condito dai commenti di fini. che il signore lo abbia in gloria. ma presto, lo abbia in gloria! e quello che mi ha incupito oltremodo era il taglio della notizia dato da tg4 e tg5. che mi direte, cazzo guardi quei telegiornali lì? e io rispondo che è importante guardarli. perché ti dà l’idea di quello che la televisione propina a milioni di italiani che, per buona misura, se ne stanno. la rassegna stampa di tutti i quotidiani è stata condotta in modo da sorvolare superficialmente su quei giornali che evidenziavano la matrice nazifascista dell’aggressione e si è soffermata su quelli che minimizzavano l’accaduto. minimizzavano. violenza isolata. nessuna matrice politica. cose così. e a me veniva da dire: ma brutte merde. la matrice politica è evidente. non che durante il brutale assassinio abbiamo urlato “comunista dimmerda”. no. ma l’idea che porta al gesto in sè. alla violenza. ed è una matrice fascista. evidente. quella delle scritte sulle magliette “difendi il tuo simile, distruggi tutto il resto”. quella che oggi si è rivolta verso un italiano ma che spesso, e lo dicono i precedenti di quei disgraziati, è stata rivolta verso stranieri senza che noi ne sapessimo nulla. quella che basta camminare con un kebab in mano per farsi suonare come una zampogna, figurarsi andare in giro coi dreadlocks, o una copia del manifesto sotto braccio. una violenza che negli anni venti è iniziato tutto così. una violenza che a qualcuno può andar anche bene. tipo fini che dice che, sì, insomma, grave. ma molto meno che bruciare una bandiera di israele. eh, che ci vuoi fare gianfranco? son ragazzi. i suoi cuccioli. son camerati che sbagliano. poi cresceranno e smusseranno gli spigoli di questo caratteraccio. un po’ come ha fatto bontempo, “er pecora”. in ogni caso, meglio che bruciare una bandiera. che gli amici di almirante, il mentore politico di fini, mica era la bandiera del popolo ebraico, che bruciavano. era direttamente il popolo ebraico. eh, ma dobbiamo rifarci una verginità. e allora via, a difendere quei birichini che stavolta hanno esagerato. e a prendere le dovute distanze. eh, ora! fascisti! esagerati! che qualcuno dirà: l’ignoranza. il primo arrestato fa il liceo classico. che qualcun altro dirà: le cattive compagnie. i due latitanti son scappati aiutati dalla madre di uno dei due. che qualcun altro ancora dirà: son pentiti. uno l’han preso mentre era in piazzetta che giocava a calcio balilla (per noi sinistri, a calcetto). e mi vengono in mente i naziskin che venivano a scassare le balle e non solo al circoletto arci. diciassette anni di svastiche messe male, che telefonavano a papà, se li veniva a prendere in macchina che sull’autobus, alla sera, è pieno di negri. cattivi e paurosi. cattivi perché paurosi. vigliacchi perché paurosi. tranne che in branco. lì passa la paura. ma non la vigliaccheria. ora ho un rigurgito di odio antifascista che mi consuma l’esofago. per cui, minchioni dalla testa rasata, se vi capito tra le mani in svantaggio numerico tipo 8 (voi) contro 1 (io), vi chiederei un favore: al posto dell’olio di ricino, preferirei il maalox. ve ne sarò grato.

~ di G. su maggio 6, 2008.

2 Risposte to “Camerati che sbagliano”

  1. Un tempismo perfetto…avevo già la magnesia in bocca quando ho cominciato a leggere 😀

    Siamo nella merda, senza dubbio.

  2. Adoro il tuo acume!

I commenti sono chiusi.

 
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