Ciucca capitalista

notizia shock: io mi facevo le canne. eh, non ve lo aspettavate, vero? eppure è così. per un certo numero di anni ho fumato le sigarette con la droga dentro. maria, più che altro. e andava tutto bene. fino a che un giorno, sul divano, sono stato colto da sudori freddi freddi freddi e ho perso i sensi per un quarto d’ora circa. prima avvisaglia. poi è successo anche la volta dopo. niente panico, ok, un collasso, si può gestire. e poi una sera ero a spasso pei moli. ho fumato con un mio amico. poi un idiota mi ha sventagliato una luce davanti agli occhi, belli dilatati. mi sono appoggiato ad una fioriera e ho cercato di affrontare il collasso che stava arrivando. l’immagine successiva è il puntoggì che contempla il porto che sembra tutto in verticale. e in un lago di vomito. in pratica sono svenuto faccia in giù e, nel mentre, ho fatto i gattini. wow! potevo finire come jimi hendrix! il mio corpo voleva dirmi qualcosa. ho fatto un test qualche giorno dopo, a casa di un altro amico. altra canna, altro collasso, altro svenimento sul divano. sono un po’ tardo, eh. e ho bisogno di sbatterci il grugno ben bene. ma dopo quella volta ho deciso di acoltarmi e ho smesso. ora, tutto questo che c’entra coll’economia? provo a spiegare, da profano.
il nostro sistema capitalistico si nutre del mito che si possano fare soldi dai soldi. un po’ come avere la pietra filosofale. o l’orto dei miracoli di pinocchio. tu hai dei soldi, li muovi di qua e di là, e quelli diventano più tanti. marx diceva che la produzione è il male necessario per ottenere ricchezza. ma noi marx ce ne fottiamo e si specula in borsa. e ho i soldi e li muovo e faccio altri soldi. e allora ci sono le aberrazioni tipo i manager che guadagnano tipo cinquanta milioni di dollari all’anno. che poi, uniti all’altra aberrazione, le stock options, diventano tipo settecentottanta milioni di dollari, come nel caso di uno dei delinquenti che amministravano le banche fallite in america.
e la prima domanda che mi faccio, anche tutti i giorni, sul posto di lavoro, è: ma questi stipendi sono giustificati? voglio dire, questi signori, col loro lavoro, producono altrettanta ricchezza? io sospetto di no. mi dicono: eh, ma questi hanno responsabilità legali, rischiano la galera. e io penso: eh, ma un operaio alla pressa rischia la vita. e in italia ne muoiono 5 al giorno, di operai. e allora? ma comunque il discorso è un altro. è che esiste una casta di multiricconazzi che specula sulla testa di povera gente per arricchirsi a dismisura senza fare né produrre una beneamata mazza, sotto l’occhio benevolo dei vari governi. ho letto che questa roba si chiama “liberismo”. ora, le banche in america hanno sgodazzato per anni tenendo al cappio migliaia di persone che hanno acceso un mutuo. era loro interesse perpetuare la situazione debitoria di questi sfigati. fino a che, non potendo più di tanto cavar sangue dalle rape, i clienti hanno fatto il botto. a seguire, anche le banche. però, se atene piange, sparta non ride. tipo, io ho un mutuo. a tasso variabile. col decreto bersani potevo ancora sperare di rinegoziarlo in modo vantaggioso. ma le banche si son guardate bene. con la legge truffa del nano, no problem. nel senso che non ti rinegoziano il mutuo, ma ti fissano una rata che paghi sempre quella. intanto, sotto, ti calcolano quant’è davvero la tua rata variabile. fanno la differenza e la sbattono in un finanziamento accessorio che inizierai a pagare una volta scaduto il mutuo. se ti va di sfiga, un mutuo trentennale lo paghi in quarantacinque anni. con gli interessi sugli interessi. geniale. per le banche. metti che ad alcuni serve, così riescono magari ad arrivare a fine mese, ma poi in quarantacinque anni muoiono e finiscono di pagare i figli. ma il discorso non è neanche questo. è che, come dicevo, atene piange e sparta non ride. cioè, io, col mio mutuo da sfigato, sono tranquillo più o meno come a cantare bandiera rossa mentre passa una manifestazione di forza nuova, che l’euribor è schizzato al 5,25%, cazzo. tant’è mi viene da pensare che, come per le canne che lì per lì stai male ma è solo il tuo corpo che ti dice, anche in maniera brutale, che è ora di smetterla, dicevo mi vien da pensare che in tutto questo ci sia qualcosa di buono. e cioè che anche i peggio speculatori figli di puttana saranno costretti, spero, ad ammettere che il liberismo e, più in generale, il capitalismo, non è che funzioni più di tanto. che puoi prendere per il culo poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. ma non puoi prendere per il culo tutti per sempre. prima o poi il mondo, quello occidentale perlomeno, dopo che gli hai fatto prendere una bella ciucca di soldi finti, fatti col nulla, si sente male. e per evitare di tenersi dentro tossine velenose, corre in bagno a vomitare. certo, lì per lì sta di merda, col mal di testa e un topo morto in bocca, ma intanto ha eliminato lo schifo che gli stava spappolando il fegato. ci saranno i postumi della sbronza. e si sentirà una mappina ancora per un po’. però, magari, smetterà di ubriacarsi e vivrà più a lungo. e non morirà anzitempo di cirrosi.
ecco, che io spero, credo, più spero che credo, che nel medio e lungo periodo magari il mondo-che-conta capirà che per sopravvivere è meglio abbandonare le sbornie e dedicarsi ad attività eticamente più edificanti anche se meno remunerative. e che, forse, finito il delirio e il generale impoverimento si andrà pianin pianino verso qualcosa che somiglia al sole dell’avvenire. un po’ più pallido del rosso che ci piace ma, comunque, qualcosa sul tono, ecco. una rivoluzione senz’armi. alla chetichella. e un sorriso li seppellità.

~ di G. su ottobre 8, 2008.

7 Risposte to “Ciucca capitalista”

  1. gipunto, queste botte di ottimismo cosmico è perchè ci hai la mìscion di tirarci su il morale?
    che io spero tanto che te ci hai ragione e frank capra pure, ma te lo vedi un ricco che dice:”massì, che cagata ‘sti soldi, dopotutto.”
    Allora, ecco, questi qui sono i casi in cui mi piacerebbe capirci molto ma molto di più: fra i tanti che ci perdono, c’è qualcuno che ci guadagna, in questo casino? e alla gente normale, quella che magari non ci ha solo il mutuo ma le rate di questo e quello e perfino il superprestito per pagare le rate, cosa ci capisce, e come ci arriva tutto ciò? E’ un invito alla decrescita, per esempio? o solo al suicidio?
    epperò, lo ammetto, è più bello leggere un post ottimista cosmico.

  2. Ne parlavamo ieri sera col Chimico mentre andavamo a comperare le cose per la cena. La gente starà sempre peggio. Soprattutto la classe mendia che è abituata ad avere cose starà sempre peggio. E allora posibile che ci sia una svolta autoritaria, perchè la gente prova a frenare il peggio nelle maniere più stupide possibili.
    Però, dicevamo, dipende da quanto dura la caduta, perchè quando hanno abbastanza fame il discorso del comunismo che ci dividiamo le cose, forse, lo ascoltano.
    Ci vorrebbe un tracollo dell’economia drastico e veloce, abbiamo teorizzato.

  3. aldilà del taglio ottimista e semplicistico del mio post, una delle cose che volevo dire è che forse, dopo questa batosta, verranno introdotti dei controlli più severi e, di conseguenza, un freno al liberismo. poi credo che sì. ci trovassimo in una situazione “argentina”, giocoforza inizieremo col baratto e cose così. ma io continuo a sperare che, forse, tutto questo, alla fine, sarà un bene. con tutta che dovrò mangiare i cespugli per strada come il cirano.

  4. Da un certo punto di vista mi trovo ad affrontare questa crisi in una situazione finanziaria personale che non era mai stata così tranquillizzante. D’altra parte io lavoro proprio in una banca, in un settore finanziario strettamente connesso col mercato dei mutui ed in una posizione che è certamente tra le prime ad essere ‘ristrutturata’ nei momenti difficili (consulente informatico esterno).

    Per ora tutto bene. Le previsioni di durata della crisi (non solo finanziaria) sono ottimisticamente di un paio d’anni tutto compreso.

    Se si considera che la sopravvalutazione artificiale delle borse va avanti da almeno sei-sette anni, andrebbe di lusso.

  5. Allora… un’analisi piuttosto seria anche se infarcita di termini tecnici qua e là ci sarebbe: http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000659.html
    L’ho trovata grazie ad un’analisi un po’ meno seria, con meno paroloni, ma più sarcasmo e cinismo (che sempre ci vuole) qui: http://www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/italian-tabloid/quel-treno-per-buenos-aires/
    (blog che su consiglio di Al ho cominciato a leggere)

    Di sicuro, se quei soldi non ci sono, qualcuno se l’è presi.
    In che misura non so, ma tra i soliti sospetti rientrano in ordine sparso:
    1) Le banche che hanno venduto titoli che incorporavano i debiti a rischio, assicurando che sì, sì son buoni non perdete nulla
    2) Gli intermediari che hanno ri-rivenduto i titoli dicendo che ce l’han detto le banche che erano buoni
    3) I commercianti che hanno cavalcato la bolla di sapone dell’economia su prestiti continuando ad alzare i prezzi, tanto finchè c’è gente che è disposta a spendere noi alziamo
    4) In una certa maniera le famiglie che non pagano i mutui, perché al posto loro adesso pagano anche tutte le altre famiglie che di mutui a tasso variabile non sapevano che farsene e facevano le formiche mentre quelle facevano le cicale.

    C’è la lontana speranza che alla fine di questa ondata di cacca si abbandoni il modello liberista americano in favore di un controllo maggiore sui mercati e sugli operatori. Ma quante possibilità ci sono? Inoltre c’è un altro problema che molti cercano di far passare come collegato alla crisi dei mutui ed è la recessione.

    Ormai son tutti d’accordo.
    C’è recessione.
    Ma perché?
    Le politiche monetarie (americana, inglese ed europea) ormai da anni (in alcuni casi da decenni) sono in favore del rafforzamento della moneta. In pratica la politica monetaria mondiale è quella della Thatcher degli anni d’oro: lo Stato taglia tutti gli investimenti in trasporti, istruzione, wellfare. Privatizza quello che può e, soprattutto, cerca di contenere l’inflazione.
    Ma cos’è l’inflazione?
    L’inflazione, detto in parole povere, è il conio e l’immissione nel mercato di denaro da parte dello Stato. Più denaro viene coniato, minore è il suo valore d’acquisto. Ma solo sul medio/lungo periodo e neanche sempre.

    L’inflazione, infatti, è il lubrificante dell’economia.
    Come è il lavoro che produce valore, è lo Stato che produce la moneta per pagare quel valore, se non viene immessa una sufficiente quantità di moneta, tutto soffoca.
    Se lo Stato non è il primo ad investire con progetti, adeguamento stipendi, assunzioni, allora tutto stagnerà.
    I primi a risentirne sono i dipendenti statali che, come in Inghilterra, sono passati da classe borghese a qualcosa appena in più che proletari, in quanto senza inflazione, non potranno avere adeguamenti di stipendi.
    Successivamente anche i commercianti ne risentono. Perchè se nessuno può spendere, allora è inutile alzare i prezzi per compensare, tanto nessuno acquisterà comunque.
    Poi anche le categorie che si consideravano protette, ossia quelle che trattavano con la moneta senza lavorare, sono toccate.
    Perché loro trattano coi soldi che le persone non hanno più. Si vendono a vicenda il mutuo di un povero disgraziato che non ha soldi per pagare le rate.
    E quindi si arriva alla crisi.

    Secondo te, potrà migliorare questo?

    Persino l’America che sembrava avere avuto una iniezione di liquidi con la guerra e il petrolio è stata la prima a crollare.
    Non tutto è perduto, ma come puoi intuire i mutui sono solo la punta dell’iceberg.
    Se non si combattono queste anacronistiche politiche di rafforzamento della moneta non s’andrà da nessuna parte…

    Prolissamente tuo,
    Mario l.

  6. p.s.: sono disponibile per spiegazioni più chiare o più approfondite 😀

  7. sì, oh, mario, non è che ci ho capito molto. altre volte sei stato anche più chiaro. sarà che già di mio, non è che ne sappia tanto…
    dài, grande uomo della calabria! facci vedere! 🙂
    (oh, sempre e comunque, grazie!)

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