Come in un film di Fellini

ieri sera, dopo un viaggio in treno particolarmente lungo, con circa 40 minuti di ritardo arrivo a genova. mi avvio verso casa con il pancino dolorante e il cirano annusante che tirava come una locomotiva. forse seguiva la traccia di un cinghiale smarritosi in via balbi. in piazza dell’annunziata un ragazzo, vestito di bianco, alle undici e venti, lungo il marciapiede e, poi, attraversando la piazza semideserta, suona killing me softly con un susafono. adoro le poetiche schegge di follia che la mia città mi regala, di tanto in tanto.

~ di G. su ottobre 27, 2008.

 
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