Monaci

zen

come si scrive una lettera ad un monaco zen? il dubbio viene qualche giorno fa quando, con alcuni colleghi del direttivo della mia scuola di shiatsu, dobbiamo contattare e chiedere chiarimenti ad un monastero zen, qui in italia, riguardo a dei seminari che stiamo organizzando e che uno dei loro monaci dovrebbe tenere. in realtà, una risposta l’avevamo già, ma le richieste economiche non erano allineate alla nostra idea di compenso per un monaco. sicchè mi sono incaricato di tradurre la nostra controproposta da “eeeh???? ma siete pazzi????” in qualcosa di più articolato e rispettoso.
armati di pazienza (molto zen), non avendo la più pallida idea del titolo con cui ci si rivolge ad un siffatto monaco, decidiamo per un incipit classico: Gent.mo Sig. Koshin… e via di seguito ad imburrare che manco una teglia per fare la crostata. tutta una roba di un’educazione quasi nauseante. invio con i migliori saluti. la risposta arriva un paio di giorni dopo, tutta piena di ringraziamenti e di altrettanti strati di burro, in cui il monaco chiarisce alcune cose e ne sottoscrive altre sicché, tra profumo di fiori di ciliegio e campane tibetane, non cambia nulla dalla sua precedente mail. c’è solo un ulteriore appunto a fondo pagina, sotto forma di p.s.: “sono una donna!!“.
maledico la mia ignoranza riguardo al genere dei nomi propri giapponesi, arrossisco per la figura di merda fatta con una monaca zen, mi domando da quando esistono in oriente ordini religiosi femminili e vado a riflettere, con vergona, sul mio maschilismo.

~ di G. su febbraio 9, 2009.

3 Risposte to “Monaci”

  1. 🙂

  2. oh ma per via de dirghe che pai schei che i vol a monaca dovaria dar via anca el cul?…

  3. ma non son cose da dire! eh! oh! ma ti pare? mica stiamo parlando di una monaca cattolica!!! 😀

I commenti sono chiusi.

 
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