Ancora sui cani in treno

è cambiato il regolamento sul trasporto dei cani in treno. quello nuovo fa schifo quasi quanto quello vecchio, ma l’han fatto di concerto colle associazionimaliste e quindi ci tocca starcene. e dice che: i cani pagano la tariffa ridotta. non più quella ridotta/cani. proprio quella ridotta/ragazzi. anche se si sdraiano per terra, se non occupano più spazio di un piccolo trolley. pagano come se si sedessero in poltrona senza, peraltro, potercisi sedere. i cani possono viaggiare su tutti i treni tranne che sugli eurostar di ogni stazza e foggia. indi per cui, con mossa belluina, trenitalia ha trasformato quasi tutti gli eurocity in “eurostar city”. che non cambia un cazzo se non il costo del biglietto. in alcuni vagoni si vede chiaramente la scritta “eurocity” cancellata con una croce a pennarello e, vicino, sempre coll’uniposca, la correzione a mano “eurostar city”. vabbeh. tanto il prezzo di un intercity con cane è lievitato. tipo quasi il doppio secco di prima, quindi ripiego sempre sulla soluzione del regionale, l’eterno regionale, tra milano e venezia. in ogni caso bisogna viaggiare in ultima carrozza. e questo ha del geniale: se concentri tutti i cani in ultima carrozza può capitare che, magari, abbiano anche voglia di rimarcare la propria supremazia, o anche solo di giocare. e allora abbaiano. e la gente si lamenta. e allora dicono: eh, i cani in treno non ci devono stare. e giù a litigare. ma però, a questo punto intervengono un paio di notizie che non sapevo. la prima è che ci vuole anche il certificato di iscrizione all’anagrafe canina (che nessuno mi ha mai chiesto da dicembre ad oggi). ne vengo reso edotto dal capotreno di turno, poco dopo milano, in direzione laguna.
“biglietto, prego… mh, …e il certificato?”
“ah?”
“il certificato per il cane”
“non è un cane. vede sul biglietto? c’è scritto ragazzo. è mio figlio….beh, il nasone, sa, la mamma è ebrea…”
“e, scusi, il guinzaglio?”
“è per farlo star buono… è un bambino molto vivace…”
(a riprova di ciò il cirano, in coma, inizia a russare con gli occhi rovesciati all’insù)
“ah, eh, ma così la devo denunciare per maltrattamento di minore…”
“ok. a lei non la si fa: effettivamente il ragazzo è un cane.”
“ho capito, mi segua!”
in sintesi: se non hai il certificato di iscrizione di sticazzi, sono duecento-dicasi-duecento euri di multa. che però, se paghi subito, sono solo cinquanta. è un affarone. pago subito.
faccio per ritornare al mio posto. ma mancoppegnènte! la seconda cosa che non sapevo è che l’ultimo vagone non basta: il cane deve viaggiare, come da regolamento, nel vestibolo della piattaforma dell’ultimo vagone del treno. in pratica, nel comparto portabagagli assieme alle biciclette. senza sedie, se non quella di metallo colle cordine di nylon che usa il capotreno per dieci minuti, prima di alzarsi col culo a strisce e camminare su e giù per le carrozze. e devo pure ringraziare, perché il regolamento prevede che io debba scendere alla prima stazione. pago per me, per il cane, pure la multa, e dovrei scendere. ma lui è tanto gentile e mi dice che posso restare nella stiva portabagagli per tutto il viaggio. io apprifitto dello spazio intimo, deserto e puzzolente per fumarmi due sigarette alle sue spalle, in barba a tutti i regolamenti. ad un certo punto, verso la fine del viaggio, rientra. incazzato perché ha dovuto chiamare la polfer: due tizi non avevano timbrato il biglietto e non volevano pagare la multa. un capotreno zelante come pochi. addestrato in un collegio svizzero da istitutori tedeschi. ringrazio la mia buona stella per il fatto di essergli risultato davvero simpatico. avessi protestato anche solo un minimo, mi sarei trovato a passare la notte tipo nella stazione di romano o di verona porta vescovo, insomma in qualche paesello inculato nel mezzo della padania. in un gesto di stizza getta la sua torcia di segnalazione sui ripiani di fronte a me ed esce. parla con la nuova capotreno che è appena salita e le spiega la mia situazione così, a detta sua, mi tratta bene anche lei e non mi fa scendere alla prima disponibile come da irreprensibile regolamento. quando lui smonta lei entra nella stiva e mi chiede: ma il biglietto per il cane ce l’hai? e io: sì. e lei: e allora per cosa ti ha fatto la multa? e io: per il certificato di iscrizione all’anagrafe canina. e lei: eeeeh? ma ti gà beccà el capotreno più canchero de tuto el veneto, sa? e io: eh, cossa ti vol che te diga? xe stada na botta de cùeo!
il viaggio volge al termine. sempre solo nel vano bagagli. la torcia di segnalazione è lì, orfana, che mi guarda. mi guarda. mi guarda. è mia. di diritto. l’ho pagata cinquanta sacchi. arriviamo in stazione. scendo ratto col cane. ora, se voglio, posso far partire i treni a mio comodo. il potere della luce verde è nelle mie mani!

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~ di G. su marzo 9, 2009.

6 Risposte to “Ancora sui cani in treno”

  1. MA SEI UN GRANDE!!!!!!!
    Ti sei rubato la torcia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 😀

    Adesso però serve un postulo sulla manifestazione di Aprile che io lo sto dicendo a tutti e tutti mi chiedono perchè? E io: per andare a mangiare i carciofi alla giudìa, che è stagione…Ho bisogno di un tuo postulo…

  2. allora E., vacci piano con le parole in un blog dove facilmente si può risalire all’identità: mi è stato spiegato che non è stata presa nessuna pila, trattasi di FINZIONE LETTERARIA, ovvero di quello che sarebbe stato il desiderio dello scrivente per rivalersi del sopruso subìto dalle ferrovie dello stato di merda che hanno rotto ben bene lo stracazzo e potrebbero crepare affondate dai debiti e da tutte le maledizioni che gli utenti tirano giornalmente nei loro confronti. mh!

  3. Come ho detto all’uomobarbuto in occasione della mia ultima indignazione, il diretto ispiratore dei regolamenti di Trenitalia è lo sceriffo di Nottingham. Non puoi non prenotare, pies, ma se cambi la prenotazione sul treno – perchè magari vuoi acchiappare al voilo quello prima, sennò che ci stanno a fare i treni? – devi pagare 8 euri.
    Ci è voluto un ragionamento di logica ferrea per uscire dalla loro trappola, e quella volta ci siamo riusciti. Chè solo così si ha da fare: un po’ di logica, un po’ di inventiva, un po’ di insulti…
    Ma le tue vicissitudni ferroviarie sono, a prescindere, una bella saga.

  4. e va bene, il tuo cane si deve essere divertito da morire, ma veramente ti sei preso la torcia?

  5. benvenuto, scommesse! beh, il mio cane si diverte con poco: basta qualcosa da annusare ed è felice.
    per la torcia, mah. non saprei che risponderti. l’ho presa davvero? o è solo un racconto? non so quanto ti darebbero per furto di torciatrenitàlia. poi, magari, capita come nel film l’isola dell’ingiustizia, con chèvin bècon che aveva rubato cinque dollari in un emporio, e ma però era anche ufficio postale e così, reato federale, si è beccato vent’anni per rapina.
    ecco, ripensandoci: no. non ho preso nessuna torcia! 🙂

  6. Buon giorno, posseggo un cane di 11 kg una levrierina deliziosa e purtroppo, dal momento che non ho l’auto e mi sposto con lei in treno, devo pagare il 50% del biglietto come se fosse un ragazzino ma senza averne i diritti, non puo’ occupare un posto e se un passeggero che viaggia con me non gradisce la sua presenza, devo uscire e stare in corridoio come mi e’ capitato nell’ultimo viaggio Milano Roma.Non si puo’ tornare alla tariffa di 5 euro per qualsiasi tratta, mi sembra piu’ adeguata dal momento che l’animale deve viaggiare per terra.

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