Scetticismo o fanatismo?

caro aleks. sono due giorni che penso a questo commento, limando e piallando e cercando di pesare le parole che mi frullano nella testa.
il titolo è: sono profondamente deluso. non offeso. deluso. deluso della tua delusione: pensavi che ci mettessimo a piangere dicendoti che avevi ragione e noi, poveri ignoranti creduloni, torto? è questo il rispetto per gli altri? deluso, poi, per tutta un’altra serie di motivi. partirò dai più fatui e lascerò il più peso all’ultimo. oppure, li dirò come mi vengono, a caso. ma il più peso sempre all’ultimo.
a me piace il CICAP. e trovo condivisibili e apprezzabili i suoi sforzi e meritevole il suo lavoro. adoro la scienza, intesa come ambito puro, immacolato e amorale (inteso come privo di giudizio). ho trovato condivisibili molte cose che hai detto. mi conosci un po’ e sai che non lo dico per carpire la tua benevolenza. hai anche letto molti dei miei post che lo testimoniano. sono, di natura, scettico anch’io. quando mi sono avvicinato per la prima volta allo shiatsu stavo facendo una psicoterapia per nulla new age (per inciso: lo shiatsu non è new age. e non è neppure lontanamente una medicina alternativa, il che spero che sia sufficiente per tenerlo lontano dai tuoi strali). dicevo, ho ricevuto dei trattamenti. me li ha proposti un amico che doveva fare pratica. non glieli ho chiesti io. mi hanno fatto star meglio. mi hanno proposto il corso. ci sono andato con la faccia che diceva: e vediamo un po’ sti stronzi le fregnacce che raccontano. le fregnacce mi sono piaciute. mi hanno giovato in salute mentale e, un po’ alla volta, nell’arco di sei anni ho imparato un nuovo modo di pensare. ho imparato una disciplina. senza virgolette (sì, mi hanno dato fastidio. ho letto sul dizionario. disciplina: modo e regola d’insegnare un’arte o una scienza. materia di studio, d’insegnamento. perché le virgolette? anche il kung fu e il tai chi sono discipline. che costano fatica e assolutamente degne di rispetto). in ogni caso, tutto quello che affronto nella mia vita è o frutto di esperienza, o imparato da qualcuno che stimo (e non è cosa facile e scontata guadagnarsi la mia stima). in ogni caso, mai “fideistico”. semplicemente, la mia mente è aperta, così come i miei occhi, in modo da comprendere e non escludere nulla per partito preso. leggendo bene quello che scrivi, non riesco ad essere in disaccordo. ma faccio fatica ad associarlo ai giudizi che poi esprimi. quello che trasuda dalle tue righe è, per certi versi, il contrario di quello che scrivi. esprimi giudizi sprezzanti, solo perché giustificati “scientificamente”. e quello che mi stupisce è che quando parli non lo fai! dai dell’ignorante a destra e a manca. io non do giudizi generalizzati (ma semmai mirati ai singoli casi) perché penso che la scienza abbia dei grandi buchi di sapere e che sia tutto un divenire. ed è una gran cosa, ‘ché quando la smetteremo di farci domande, avremo finito di conoscere, e la vita ci apparirà molto meno interessante. quindi, posso anche supporre che, magari, il metodo scientifico non sia ancora in grado di dimostrare sistemi che si basano su altri modelli culturali, come l’agopuntura, ad esempio. ripeto, non sia ancora in grado. perché quello che mi piace della scienza è che si corregge, e non si ferma, e si smentisce, talvolta. e le scoperte vanno avanti. e meno male. e magari, un giorno, verrà scoperto da un biofisico geniale che esiste, cazzonesò, una roba a livello atomico, nelle cellule, che toh, comunica tramite dei percorsi definiti. boh. fantascienza. ma magari no. quello che mi lascia perplesso è l’atteggiamento, questo sì fideistico, nei confronti della scienza attuale, che leggo nei tuoi scritti. il tuo scetticismo mi sembra a senso unico. sembri parlare per dogmi, senza mettere in discussione l’evoluzione del sapere scientifico e il fatto che, ad oggi, non può spiegare molte cose. come se non siano mai stati fatti errori, anche grossolani. quando di errori si tratti, senza tirare in ballo la mala o la buonafede che, per quanto concerne il sapere medico dai per scontata in modo ingenuo quanto allarmante. mi spiego. la scienza è bella, buona e asettica. non ha presupposti morali. e ben venga. ma. chi applica la scienza, morale ne ha. e ha discernimento per usarla o ignorarla. e quindi, la scoperta di una molecola di un farmaco che agisce in un modo ben preciso è una gran cosa. la sintesi di un farmaco utile per curare determinate patologie può essere una gran cosa. poi arrivano quelli che vogliono farci i soldi. e, magari, si inventano una malattia. metti che la chiamino ADHD. e metti che, senza alcuna ricerca scientifica (oooh), ne semplifichino i criteri diagnostici, così da poter vendere il loro farmaco, di nicchia, a vagoni. metti si chiami RITALIN. e che poi, magari, metti che ci sia un tot di ammalati, metti di 8 anni, che quando ne hanno 14, dopo sei anni di terapia, questa sì, testata scentificamente, si piantino una pallottola in testa. metti che, magari, altri ammalati, tra qualche anno, si prendano anche un cancro. hey! è scienza? no. sono gli uomini che sono delle bestie. tu mi insegni che la scienza insegna a considerare gli effetti delle cose. nè buoni, nè brutti. punto. ma sono gli uomini che sporcano tutto. io non dico che la medicina allopatica sia il male. non sono stupido. così, però, come non dico che l’agopuntura sia da buffoni ciarlatani, o beoti creduloni. il problema non è la naturopatia o l’omeopatia. il problema è la malafede di chi le spaccia a dei poveracci per fare dei soldi. e ci scappa il bimbo morto. il problema non è il RITALIN. il problema è chi, per pigrizia, non è in grado di gestire bambini vivaci, e la cultura semplicistica che porta psichiatri (in buona fede? speriamo di sì) a definirla una “malattia” e altri individui (in buona fede? mah, sono scettico…) a dare a dei bimbi di 8 anni una sostanza stupefacente equiparata alla cocaina (legge giovanardi, quantità massima di metilfenidato trasportabile come “uso personale”: 180mg. 18 compresse da 10mg. o 6 da 30. oltre, vai in galera per spaccio). nessuna ipotesi di complotto. ma credo sia da ingenui non chiedersi dove girano i soldi. le aziende farmaceutiche non sono delle onlus. molte cose sono innocue fino a che non arriva il delinquente che se ne approfitta. questo accade in tutti, tutti i campi. anche nella nostra amata scienza, senza ironia, dove un chimico ha sintetizzato un insetticida, che poi hanno usato per sterminare sei milioni di persone. o un fisico ha scoperto una formula. e poi hanno raso al suolo due città in un colpo solo.
ok. mi è scappata la mano. arrivo al punto peso. aleks. per me, quel sabato è stata una bella giornata. abbiamo chiacchierato, ci siamo raccontati cose. non mi hai svelato il trucchetto di magia, ma va bene lo stesso. ci hai raccontato molto e ci hai fatto raccontare meno. ma ci siamo divertiti. poi leggo la frase “Persino la dissidenza è parte del conformismo. Per essere “alternativi” basta raccontarsi la rivoluzione prossima ventura il sabato sera di fronte ad una birra e praticare una qualche filosofia orientale. Pure la trasgressione è diventata conformismo“. sono rattristato. mentre noi eravamo lì a scherzare, con te, a renderti partecipe di una serata tra amici, tu sorridevi con noi e, intanto, pensavi a cosa? a quanto era ridicolo il nostro “conformismo”? sarei anche d’accordo. tutto è conformismo, dipende da che parte stai a guardarlo. questioni di sistemi di riferimento (…einstein?). e non dire che non ti stavi riferendo al sabato sera passato alla polena. sarebbe un insulto alla mia intelligenza. per quanto, a leggere il tono di ciò che scrivi, questa dote non mi apparterrebbe. mi dispiace maledettamente il pensiero che quella che per noi era una bella serata, per te sia stata una giornata al circo. mi spiace, molto.
lunga vita alla scienza. sia gloria al relativismo. ma non al fanatismo.

~ di G. su maggio 28, 2009.

6 Risposte to “Scetticismo o fanatismo?”

  1. […] educato, sempre che uno abbia voglia di mantenere aperta un’amicizia. Vi linco anche la risposta del Puntoggì con cui concordo in pieno. Il fatto è che trovo fuoriluogo questo tono da piccolo […]

  2. La discussione è molto interessante e mi sono recuperato un po’ di storia che mi ero perso grazie al post della E. e ai suoi rimandi.
    La parte riguardante l’ospitalità sinceramente ha colpito parecchio anche me (sarà lo spirito d’ospitalità calabrese/magno-greca con tanto di Zeus divinità preposta), ma sinceramente l’ho trovata davvero brutta come cosa. Altro non dirò su questo perché è più questione vostra.

    Per quanto riguarda medicina normale e alternative.
    Innanzitutto comincio con il metodo scientifico.
    Il metodo in quanto tale è ideato per ridurre al minimo l’intervento dell’uomo nella valutazione degli eventi. Il metodo in sé non è sbagliato, non può essere sbagliato perché sarebbe come dire che il segno “+” è sbagliato quando facendo 2+2 esce 5. E’ solo un metodo, uno strumento neutro che serve per catalogare, quantificare i fatti.

    Fare delle prove su risultati, studiare le ricorrenze, controllare l’effetto placebo attraverso il metodo scientifico è essenziale. Basta vedere quante malattie sono state debellate grazie ai progressi della medicina occidentale, nessuno dei quali sarebbe stato possibile in un arco di tempo tanto ridotto senza un metodo di ricerca che riduca e minimizzi l’elemento umano in un esperimento.

    Sappiamo però che l’atto di osservare modifica sempre ciò che viene osservato.
    Come dici tu, G., la medicina in particolare e la scienza in generale, sono fatte da uomini. Uomini che non hanno avuto scrupoli a piegare i risultati dei test o usare per scopi diversi delle medicine o alterare il mercato per vendere prodotti o altre mille pratiche scorrette.
    Come disse il capo della Bayer quando al processo di Norimberga gli fu rinfacciato che avrebbe risposto di fronte alla storia dell’eccidio perpetrato con lo Zyklon B: “Io rispondo solo ai miei azionisti”. La scienza medica dominata, com’è, dal profitto è un’arma senza scrupoli.

    Persino in buona fede, almeno presumiamo, numerosi sbagli sono stati compiuti attraverso il metodo scientifico, perché non si usava correttamente o non si teneva conto di determinati parametri.

    Ha ancora ragione G., inoltre, quando dice che la nostra medicina e i nostri medici si sono specializzati nella cura dei sintomi, e non delle malattie che li causano.

    Dal nostro lato della medicina quindi c’è un metodo con grosse potenzialità, ma persone che l’hanno spesso e volentieri usato male, coscientemente o meno.

    Dall’altro lato, il metodo scientifico non è che “non valga” o non possa essere applicato alle medicine alternative. Anzi. Deve esserlo, per poterne valutare meglio l’efficacia.
    Deve solo essere calibrato diversamente.
    Dal mio punto di vista le medicine alternative non hanno un’uguale “potenza” rispetto alle malattie quanto i medicinali.
    La medicina alternativa ‘mantiene’, quella occidentale ‘cura’.
    Usare con i nostri canoni il metodo scientifico per misurare gli effetti di una medicina alternativa sarebbe come usare un sismografo per sentire i passi di una persona che cammina.
    Per fare una similitudine, i farmaci usati per curare le malattie spesso sono come l’agente orange messo sui rovi. Sicuramente togli i rovi, ma togli anche il giardino intorno e le persone che ci abitano.
    Servono per fare effetto e subito, per questo portano tanti effetti collaterali.

    Inoltre lo stesso metodo scientifico, all’applicazione pratica in medicina, ha ricevuto già nel corso della sua “breve vita” infinite correzioni, per adeguarlo all’esame di effetti collaterali (negativi o positivi) che spesso grossolanamente non venivano considerati (vedi Marie Curie e i raggi X). Perché non potrebbe essere adeguato allo studio delle medicine alternative?

    Inoltre c’è da considerare che una prima prova questi sistemi l’hanno avuta nel corso dei secoli del loro utilizzo. C’è solo da raffinare lo studio di queste discipline.

    Questo mi porta anche a spiegare il mio punto di vista sull’efficacia di queste medicine alternative.
    Proprio per la loro efficacia ‘ridotta’ esse devono e possono essere usate come complemento rispetto a cure più vigorose o come manutenzione ordinaria (dico questo perché non conosco a fondo se ci siano o quali siano effetti più forti e sicuri di queste medicine alternative).

    Per semplificare: se ti si è rotto un osso per l’osteoporosi non ti bevi un bicchiere di latte per curare la frattura.
    Ma aver bevuto latte potrebbe prevenire che succeda.

    Similmente il delicato equilibrio biochimico del nostro corpo può essere alterato con davvero poco.
    Basta anche meno di mezzo grammo di cortisone per arrestare una crisi asmatica o una grave reazione allergica.
    Stare di fronte ad apparecchi elettronici come tv o schermi del computer, è stato dimostrato a Firenze con un adeguato test scientifico col doppio cieco, riduce la melatonina presente nel corpo e altera il ritmo sonno veglia.

    Molti elementi chimici sono già presenti nel nostro corpo. Molte malattie sia fisiche che mentali, sono dovute da un loro uso sbagliato da parte del nostro corpo.

    Un semplice massaggio, non dico uno shiatzu, è già benefico semplicemente per la quantità di endorfine che vengono rilasciate dal nostro corpo per lo stimolo diretto delle terminazioni nervose.
    Come si fa a dire quindi che non abbia alcun effetto?
    Stimolare un meridiano, che spesso altro non è che una terminazione nervosa, può portare alla produzione mirata di endorfine (per dirne una) che possono portare benefici in una zona “malandata”.

    La scienza medica è ancora in fasce sotto moltissimi aspetti. I progressi fatti negli ultimi 50 anni sono sorprendenti (anche grazie al metodo scientifico è il caso di ripeterlo ancora una volta), ma siamo ancora lungi dal poterla considerare una scienza perfetta ed è proprio con una critica sui suoi risultati che questa può migliorare.

    Le scienze alternative devono ancora ricevere un adeguato vaglio, imparziale, sulla loro efficacia, e non è comunque da escludere a priori la loro utilità. Volendo negare anche tutto il resto, rimarrebbe comunque l’effetto placebo che da solo sarebbe importante (si portano i clown nei reparti pediatrici, perché non dovrebbe essere ammissibile anche questo come metodo di cura complementare e non esclusivo?).

    Chiudo qui, perché credo di aver detto tutto quello che pensavo in merito. Spero di essere stato chiaro ed esaustivo nelle mie argomentazioni, senza essermi dilungato troppo.
    A presto,
    Mario l.

  3. Mario, ti adoro.

  4. @ diversamentequilibrata: 😀

    Mi è venuto in mente un altro esempio sui “meridiani”, visto però dal lato occidentale.
    La cd. sindrome da arto fantasma. Le persone cui è stato amputato un arto hanno talvolta la sensazione che sia ancora al suo posto.
    Potete trovare qua un articolo che spiega meglio il fenomeno.
    In breve, si può dire che le sensazioni legate all’arto amputato si erano trasferite su altre parti del corpo (guancia sinistra – pollice).
    Da questo studio è possibile capire come nel nostro corpo la rete neurale è di gran lunga più complessa di quella che sembra all’apparenza, e il fatto che una terminazione nervosa venga chiamata meridiano, non rende meno ‘scientifico’ ciò che si fa con essa.

  5. p.s. perché come avatar ho un hot-dog con ali da pipistrello e cervello esposto? E’ preoccupante…
    🙂

  6. ciao mario.
    sono stato assente un po’ e non ho potuto intervenire subito.
    beh, sui temi personali non mi va di parlare più. si è passata la misura con le ultime menzogne riportate sul suo blog. tristezza.
    ecco, vedi? lo spirito migliore, secondo me, è quello che viene vuori dai tuoi interventi. non solo nei contenuti, ma anche nella forma. un po’ di misura ed equilibrio, santi numi! che spesso l’intolleranza è causata da un’intolleranza precedente… ti ringrazio molto. magari poi approfondirò meglio e con più calma il discorso agopuntura e filisofia della medicina tradizionale cinese.
    trapparentesi sono perfettamente concorde con te riguardo alla complementarietà di queste discipline e non al loro utilizzo “alternativo”. io non sopporto il termine “medicina alternativa”. lo trovo fuorviante. preferisco “discipline bionaturali” o “discipline olistiche”. e le parole sono importanti…
    grazie ancora!

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